THE LIDO FLEET
Italian Liners 1922 - 1965


sabato 15 maggio 2010

CONTE GRANDE (1928)

T/N CONTE GRANDE.


Committente: Lloyd Sabaudo, Genova.
Cantiere: Stabilimento Tecnico Triestino San Marco, Trieste. Co. 764.
Impostato:30 Ottobre 1926.
Varato: 29 giugno 1927.
Viaggio inaugurale: 3 Aprile 1928.

Dati tecnici.
Lunghezza fuori tutto: 198,81 mt.
Lunghezza al galleggiamento: 193,25 mt.
Lunghezza alle perpendicolari: 190,50 mt.
Larghezza massima: 23,77 mt.
Immersione a pieno carico: 8,121 mt.
Stazza lorda: 25.661 tsl.
Stazza netta: 17.518 tsl.
Propulsione: 2 gruppi turboriduttori, 12 caldaie Ansaldo S.A. e doppia elica; 26.400 shp.
Velocità di servizio: 21,00 nodi.
Velocità massima alle prove: 21,86 nodi.

Capacità d’imbarco nel 1928: 1.718 passeggeri in tre classi.
Prima classe:     578 passeggeri (332 letti bassi + 246 eventuali letti sovrapposti).
Seconda classe: 420 passeggeri (256 posti di Seconda classe + 164 posti di classe Turistica).
Terza classe:     720 passeggeri.

Equipaggio: 532 persone (36 Ufficiali, 66 di coperta, 62 di macchina, 260 di sala e cabina, 90 di cucina e 30 per servizi vari).


CARRIERA.

30 ottobre 1926: viene impostato per conto del Lloyd Sabaudo nel cantieri San Marco di Trieste.
29 giugno 1927: viene varato; il giorno successivo inizia la complessa opera d’allestimento.
23 febbraio 1928: salpa da Trieste al commando di Antonio Lena per il viaggio di consegna a Genova, con scalo a Napoli.
3 aprile 1928: parte per il viaggio inaugurale sulla linea espressa Genova - New York.
2 gennaio 1932: viene trasferito alla Italia Flotte Riunite; utilizzato per viaggi di linea da Genova sia verso il Nord America che il Sud America.
Primavera 1935: viene eseguito un restyling delle sistemazioni alberghiere, ed il numero dei passeggeri passa da 1.718 a 1.315 persone, di cui: 345 in Prima classe, 432 in classe Turistica e 538 in Terza classe.
9 giugno 1940: viene bloccato e posto in disarmo a Santos alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia.
22 agosto 1941: viene requisito dal governo brasiliano e affidato in gestione al Lloyd Brasileiro.
10 marzo 1942: il governo brasiliano lo vende al governo statunitense.
2 novembre 1942: torna in servizio, dopo aver subito notevoli lavori di conversione, come trasporto truppe U.S.S. Monticello.
29 marzo 1947: viene restituito ufficialmente al governo italiano e riprende il nome di Conte Grande. Sottoposto a lavori di ricostruzione a Genova, la stazza lorda scende a 23.841 tsl, mentre la lunghezza viene incrementata a 203,35 mt. La capacità d’imbarco è di 1.498 passeggeri: 215 in Prima classe, 333 in classe Cabina e 950 in classe Turistica.
15 luglio 1949: parte per il primo viaggio del dopoguerra sulla rotta Genova - Buenos Aires a noleggio della Società Italia (la nave rimarrà di proprietà dello stato italiano). In seguito verrà utilizzato occasionalmente anche per traversate sulla linea Genova - New York.
15 dicembre 1960: salpa da Genova per un unico viaggio straordinario a Sydney, a noleggio del Lloyd Triestino.
7 settembre 1961: arriva alla Spezia per essere demolito dopo 33 anni di onorato servizio.

Lo scafo del CONTE GRANDE nel momento del varo il 29 giugno 1927.


Subito dopo il varo mentre stà per esser trainato verso
la banchina per dare inizio ai lunghi e complessi lavori
d'allestimento.


Durante le prove in mare di manovrabilità nel golfo di Trieste.


Una bella immagine del CONTE GRANDE ripreso nel febbario del 1928
durante le prove di velocità nel golfo di Trieste.


Ormeggiato nel porto di Genova a fianco del CONTE ROSSO e
del CONTE BIANCAMANO nel marzo del 1928.

 
Il 3 aprile 1928 in partenza da Genova per il viaggio inaugurale
diretto a New York.


In uscita dal porto di Genova nel 1929.


Ormeggiato al porto di Alexandria, durante una delle lunghe crociere nel Mediterraneo,
nella primavera del 1934.



ALLESTIMENTI INTERNI.

Con la corsa al lusso sfrenato ingaggiato dalle nuove navi di “N.G.I.” e “Cosulich Line”, ed il livello già elevatissimo dello sfruttamento degli stili storici sui precedenti Conte Rosso, Conte Verde e Conte Biancamano, il “Lloyd Sabaudo” voleva fare qualcosa di più che permettesse alla sua nuova ammiraglia di accaparrarsi qualcuno di quegli aggettivi già esasperati con i quali erano stati presentati al pubblico internazionale gli arredi delle altre unità. Il tour de force dentro al Conte Grande fu strabiliante, un vero tripudio! A guardar le immagini degli interni parrebbe che lo Studio Coppedè e Armando Brasini, incaricati di progettare gran parte degli allestimenti di Prima classe della turbonave, avessero ingaggiato una furibonda lotta privata, esasperata oltre ogni ragionevole buon gusto, per fare del CONTE GRANDE l’unità più decorata che mai si fosse vista sui mari. Ma la loro esperienza e professionalità lascia chiaramente intuire che la filosofia alla base del loro progetto fosse essenzialmente ludica, alimentata da un’occasione unica per dare libero sfogo ad una sfrenata fantasia normalmente costretta dai limiti dei committenti: dallo stile “Pompeiano” allo stile “Etrusco”, dal “Moresco” al “Rinascimento”, dal “Indian Mogul” al “Japanese style”, sino agli stili “Arabo-Persiano” e “Precolombiano”, non venne lasciato sulla nave un centimetro quadrato che non fosse ricoperto da qualche elemento decorativo. Il motto imperante a bordo sembrava fosse “meglio eccedere in tutto che risparmiarsi in qualcosa”. Anche le belle strutture a vista delle passeggiate laterali, spesso dimenticate dalla furia degli architetti, furono rivestite da miriadi di materiali policromi diversi, con costole e puntelli occultati da dragoni cinesi dorati che reggevano enormi fiaccole. Il Conte Grande, di fatto, tradiva ogni precedente interpretazione scientifica degli stili architettonici storici, passando alla storia come il transatlantico più opulento, eclettico, sfarzoso, stravagante ed iperdecorato che mai abbia solcato i mari. Insieme allo Studio Coppedè e ad Armando Brasini collaborarono agli allestimenti lo Studio Stuard di Gustavo Pulitzer e lo Studio Monti di Milano.
Gli interni sbalordirono e meravigliarono i ricchi passeggeri americani, ricordandogli le più esotiche e sfrenate scenografie teatrali e cinematografiche, al punto da divenire la cornice di viaggio ideale per i grandi nomi di Hollywood e di Broadway, che affollarono regolarmente il Conte per i successivi cinque anni e mezzo: Gloria Swanson, Noel Conward, Pola Negri, Mary Pinkford e Douglas Fairbanks, Al Jolson, Paul Whitman, Ramon Novarro, Natasha Rambova, Clara Calamai, Ernst Lubitsch, Josephine Baker, Luis Zigfield, La Argentina, Charlie Chaplin, Buster Keaton, Cecil B. De Mille, Samuel Goldwin, ect.
Quasi da subito il Conte Grande divenne un punto di riferimento per il jet-set dell’epoca, rappresentando insieme al Ile de France della French Line un sinonimo d’eccellenza, distinzione e lusso. A bordo si respirava un atmosfera unica, fatta di sfarzo, stravaganza, mondanità e cucina superlativa, il tutto unito ad un servizio celere e signorile. Il bar, in pieno proibizionismo, era fra i più grandi e riforniti che si fossero mai visti sui mari. La vita di bordo si svolgeva all’insegna dei ruggenti anni ‘20, l’epoca del charleston e delle feste sfrenate, con un susseguirsi di ricevimenti notturni, balli in maschera, grandi tornei sportivi, concerti e balletti, sontuosi pranzi e sfavillanti banchetti di mezzanotte spesso organizzati sia all’aperto sul Lido sia attorno alla piscina coperta.
Il Conte Grande rappresentò l’ultima grande nave italiana allestita in base all’eclettismo decorativo: gli stupefacenti eccessi dei Saloni principali diedero la stura a feroci critiche ed aspre polemiche aprendo, di fatto, la strada all’applicazione di tendenze architettoniche aggiornate e di gusto moderno.



Lo spettacolare Salone delle Feste del CONTE GRANDE.
Esteso da murata a murata, copriva una superficie di ben 530 metri quadrati. 

Il Salone delle Feste allestito dallo Studio Coppedè - le stesse cronache non riuscirono a classificarlo, limitandosi a definirlo “senza stile prefisso ma d’ispirazione orientaleggiante” - apparve come l’acme del virtuosismo decorativo passato alla storia come Monumentale Coppedeiano “….è tutta una fantasmagorica policromia di stucchi, luci e colori. Le fonti luminose sono nascoste entro ceste di fiori, realizzate in vetro di Murano, sostenute da colossali tripodi in bronzo dorato e ferro battuto o portate da mensole applicate alle pareti: vetri e specchi centuplicano trasparenze e riflessi. Ma il clou della Sala sono l’uccelliera che s’apre nel bel mezzo di una parete dietro un’artistica grata, dove svolazza un variopinto nugolo di uccelli canori; dall’alto piove una luce quasi solare: dal basso vi zampilla una fontana in bronzo dorato. E poi il soffitto, che s’innalza verso l’alto ed evoca alla mente i palazzi dei Maharaja, con luccicanti balaustre di marmo rosa ed alabastro decorate a foglia d’oro e d’argento, sormontate da mirabolanti archi in stucco laccato ospitanti meravigliosi mosaici di vetro a temi floreali arabescati, cesellati nell’oro e nell’argento, retroilluminati a creare suggestioni di colori e sfumature….”.
Lo Studio Coppedè allestì in questa Sala una scenografia senza precedenti nella storia della decorazione degli interni navali, una fantasmagoria che si rifaceva allo stile Indian Mogul, producendo il disorientamento della vista, la stupefazione e l’abbaglio.





Una spettacolare fotografia a colori del Salone delle Feste in cui spicca
tutto lo splendore sbalorditivo delle decorazioni.



Il medesimo registro fu mantenuto nel Fumoir Club, allestito dai Coppedè ispirandosi al “Tardo Rinascimento Francese”, dove il monumentale camino in tarsie di marmoree, con fascioni, cariatidi e pinnacoli di legno rivestiti a foglia d’oro, dominava l’ambiente ricco di citazioni a cavallo fra saghe cavalleresche e fiabe arabeggianti. Grandi stucchi dorati sostenevano il lucernario centrale dalla volta arabescata e decorata con mosaici a paste vitree. Pannelli dipinti con temi cavallereschi di gusto medioevale ricoprivano le pareti laterali, alternati a rivestimenti in pregiate essenze lignee chiarissime, filettati in oro ed argento, mentre i soffitti laterali erano decorati da intarsi e rosoni, spartiti da sottili filettature in lapislazzuli, che facevano da cornice alle meravigliose plafoniere poliedriche e dai riflessi ambrati.

E' da notarsi l'incredibile lavoro d'intarsio ed intaglio del soffitto,
nonchè il pregevole lavoro di mosaico dei vetri del lucernario. 
Nel particolare sono degne di nota anche le plafoniere ai soffitti, eseguite con vetri ambrati
filettati in oro scuro ed argento.

Il scenografico caminetto del Fumoir, del tutto simile a quello in uso nei castelli
rinascimentali francesi.


Un altra foto con dettaglio del caminetto, fasciato al suo interno da maioliche policrome.





In una libera reinterpretazione dello stile del “Persiano” era allestita la Grand Hall Centrale, impreziosita da grandi arazzi in seta e da sottili pilastri rivestiti in onice, con capitelli decorati a foglia d’oro e filettati in argento. Il soffitto era semplicemente una mirabolante policromia di stucchi, cornici, controcornici, ghirlande e rosoni, che si dipanavano attorno alle plafoniere in vetro di Murano. Tappeti in seta, poltrone e divani erano decorati a temi floreali dai vividi e lucenti colori, mentre i tavolini erano laccati in bianco e oro.
Un immagine della Grand Hall Centrale presso la Loggia del sottostante Salone da pranzo.
Questo vastissimo ambiente di soggiorno si estendeva per ben 812 metri quadrati. 

La Sala di scrittura, come la Sala da gioco e la Sala da Té, erano collocate lungo le
gallerie laterali della Grand Hall Centrale, e rappresentavano ambienti di passaggio
integrati nell'insieme del vastissimo salone. 
Degni di nota i fantastici tappeti persiani in seta originali, e l'ancor più spettacolare
rivestimento delle pareti, eseguito con sottili lastre di onice rosa.


Il Grand Scalone di prua.
Collegava quattro dei sette ponti riservati alle sistemazioni della Prima classe.
Nel dipinto la rampa che porta dal Ponte B al Ponte A (detto anche di Passeggiata).


Il Salone da pranzo allestito da Armando Brasini fu definito dalla stampa un misto fra gli stili “Ellenistico, Romano Imperiale e Pompeiano”, ma in realtà si presentava come una liberissima composizione di citazioni greco arcaiche, romane imperiali, egizie e rinascimentali “….sulle pareti lastre di malachite, di un acceso verde smeraldo, e pannelli marmorei in vermiglioso rosso fuoco, convivo con decorazioni in bronzo dorato che ornano le balaustre, le ringhiere dello scalone ed il duomo, che s’innalza per ben tre ponti ed è avvolto da lucenti lastre in vetro di Murano decorate a motivi floreali. Filettature d’argento riquadrano gli scomparti delle boiserie in noce indiano lucido con tarsie in alabastro e quarzo rosa incisi da fregi che evocano i templi di Roma ed Atene, mentre i soffitti laterali sono arricchiti di bassorilievi rivestiti a foglie d’oro ed argento. Lungo le balaustre snelle colonne ottagonali, dai capitelli corinzi dorati, fasciate di malachite, marmi pregiati e lapislazzuli, s’alternano a lampade in ferro battuto, bronzo e vetri policromi, rese simili a fioriere arabescate….”.
Le due Sale da pranzo private erano invece allestite negli stili “Ellenistico”e “Beaux Arts”.




Il Giardino d’inverno, elaborato in un fantasioso stile “Indocinese”, era animato dalla presenza d’imponenti dragoni portafiaccole dorati e delicate lacche, realizzate su pannelli in porcellana dagli sfondi sfumati in oro, bianco e blu; poltrone, divani e tavolini erano disegnati da Carlo Bugatti e d’ispiravano alla visione cubista e modernista in voga in quegli anni.




La piscina coperta, in un reinventato “Japanese style”, presentava un ampio uso di lacche rosse e legni traforati e un’illuminazione indiretta, realizzata attraverso un velario che voleva dare l’illusione di un giardino orientale. Il tutto sposato ad un ponticello laccato rosso fuoco, che attraversava la piscina di 14 mt per 5,6 mt, ad una fontana a forma di tartaruga rivestita di tarsie in giada verde smeraldo, posta di fronte ad un vasto dipinto a lacca che riproduceva una veduta del monte Fuji (dietro al quale si trovava il palco per l'orchestra). A completare l’arredo due leoni cinesi dorati, quattro angoli-salotto realizzati con tavolini e poltrone di vimini naturale o tinto nelle sfumature del verde, del rosso e del giallo oro, ed infine il Bar con "terrazza" sulla vasca, realizzato con un mosaico composto da una dozzina d'essenze lignee pregiate differenti. 



La piscina coperta era spesso usata per effervescenti feste notturne, come si può
vedere in questo bel dipinto pubblicitario dell'epoca.




Due manifesti pubblicitari commissionati dal Lloyd Sabaudo per celebrare
i suoi gloriosi "Quattro Conti".
 




PIANI GENERALI (1928).

I piani generali del CONTE GRANDE risalenti alla sua entrata in servizio nel 1928.  


Ponte Sole - Sun Deck.

Ponte Lance - Boat Deck.

Ponte A - Promenade Deck.

Ponte B - Social Deck.

Ponte C - Main Deck. 

Ponte D - "D" Deck.

Ponte E - "E" Deck.

Ponte F - "F" Deck.

Ponte G - "G" Deck.




15 commenti:

  1. Great thoughts you got there, believe I may possibly try just some of it throughout my daily life.



    Tappeti Seta

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  2. HO AVUTO IL PIACERE DI VIAGGIARE SUL CONTE GRANDE NEL 1957 DA BUENOS AYRES A NAPOLI

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  3. Mio padre era un Dirigente della Società Italmar a Buenos Aires, poi a Santiago/Valparaiso in Cile. Le mie fotografie più antiche sono state scattate sul Conte Grande quando avevo 2anni. Ho tanta nostalgia di quelle meravigliose navi della Società Italia Navigazione . Vorrei sapere quando fu l'ultima traversata Genova/BuenosAires e ruitorno ?? Nel 1961, ma quale data esattamente ? Grazie Josée

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  4. Sono nato a bordo del CONTE GRANDE il 24/03/1960 il mio nome è Osvaldo(credo sia il nome del comandante) i miei genitori si sono imbarcati a Santos in Brasile
    Vorrei sapere di più di questo evento se ci sono foto a riguardo e se c'è altro
    Grazie Osvaldo

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  5. Ciao Osvaldo allora te dico che anche io ho nato sul CONTE GRANDE il 29/07/1949 quando faceva il primo viaggio inaugurale da Genova a Buenos Aires la nave era in quel momento atraversava la linea del ecuador, secondo mi raconta mia familia cera una grande festa e anunciarono per altoparlante, in la infermeria facevano la coda per complimentare a mie genitori .
    Abrei tanto da racontare mi anno batizato in la Capella della nave il capitano a sua richiesta e il mio padrino de battesimo Felipo Rando la madrina una sgra che viaggiava in prima classe li a quiesto a mie genitore de essere la madrina .
    Me anno chiamato MARINO per aver natto in mare e AMEDEO lo a chiesto il capitano in onore al principe Amedeo di Savoia

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  6. Osvaldo se ti vuoi comunicare con me te mando la meil
    marinofacioni@hotmal.com

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  7. Errore nel indirizzo email

    marinofacioni@hotmail.com

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  8. Ciao io sono Eric Deloro, di Argentina, cerco informazioni mio nonno Leopoldo Boi capitano naval, sono in viaggio sulla nave Conte Grande nel 1947 e barca Francesco Morosini nel 1925. Naturalmente, la ringrazio molto, un abbraccio a distanza.

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  9. Osvaldo e Marino : ho tutte le fototografie del "battesimo nel equatore" che mi an fatto, sono di marzo del 1952 Verona e nel 53 siamo venutti in Argentina (buenos Aires) nel Conte Grande.Anche le fotografie della piscina ,del deck. e del sallotto di festa con i miei progenitori e sorelle .......en anche della Mizzi e di Franz ( i miei adorevoli gatta e un bel luppo ).tutti assieme ¡una vera inmigrazzione!!
    mio email e :pierosegal@fibertel.com.ar
    salutti cordiali
    Piero

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  10. Mia mamma Gabriella, insieme al suo fratello più piccolo Franco, sono emigrati da soli a Buenos Aires partendo da Genova il 16 Febbraio 1957 col Conte Grande e mi racconta sempre di quella esperienza in nave. Cordiali saluti a tutti voi viaggiatori della magnifica Conte Grande. Letizia Marziali

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  11. Cari tutti, a 4 anni ho fatto la traversata Genova - Buenos Aires nel febbraio del 1951. Viaggio funestato da una tremenda rullata nel golfo del Leone: un morto da trauma (cassaforte caduta sulla testa) e sfacelo di servizio di porcellana al ristorante (era ora di cena). Ormeggi a Barcellona, Dakar. Rio, Santos. Quando sentivamo il mal di mare, un cameriere napoletano (di nome Salvatore) che ci aveva in simpatia, ci preparava dei formidabili panini con burro e acciughe, estremamente efficaci. Ho una foto di gruppo dei miei genitori con il medico di bordo e il Comandante, che si chiamava Cacioppo. Come si fa a postarla?
    Attendo istruzioni. Buon vento!
    Guido

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  12. Mi chiamo Carlo ed ho 61 anni, ho viaggiato sul Conte Grande con mia madre e mia sorella, da Buenos Aires a Napoli nel settembre del 59. Purtroppo racconta mia madre che io e mia sorella non abbiamo fatto un bel viaggio in quanto stavamo spesso male causa il mare grosso. Peccato perché mi ha detto che era una bella nave, sulla quale godersi il viaggio.

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  13. Volevo sapere se nell' equpaggio della nave prima del1942 fosse presente Ivo Stanzani forse come capitano.grazie

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  14. Michele Salvador emigrato in Australia sul Conte Grande, Dicembre 1960. Gran Bella Crocera per uno di 9 anni.
    Napoli, Messina, Port Said, Canale di Suez, Sinai, Mar Rosso, Aden, Colombo, Fremantle. Sbarcato a Melbourne.
    Un avventura indimenticabile.

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  15. Maria Guarino. Viaje en el Conte Grande en mayo del1955 con mi hermano mayor y mi madre. Yo tenia 4 años. Napoles -Montevideo. Mi papa ya nos esperaba alli porque habia viajado un año antes .Aunque era pequeña , guardo un vivo recuerdo del viaje. Hoy vivo en Italia desde hace 33 años. Feliz de tener el privilegio de haber conocido dos mundos muy diversos entre ellos

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